Juve, adesso basta!
Venerdì scorso, poco dopo il sorteggio di Champions League, abbiamo invocato il rispetto da parte dell’Inter. Del pronostico, s’intende. Il Cska Mosca, prossimo avversario dei nerazzurri in Champions, è inferiore alla squadra di Mourinho che, adesso, non può permettersi di fallire l’appuntamento con le semifinali della più importante competizione europea per club.
Adesso, lunedì 22 marzo, sempre di rispetto parliamo. Questa volta, però, l’indice è diretto in direzione Torino. In Corso Galileo Ferraris, quartier generale della Juventus, per la precisione. Perché è davvero arrivato il momento di cambiare rotta e ricominciare a rispettare la storia di uno dei club più prestiosi del mondo.
Dopo l’eliminazione rimediata in Europa League contro il modesto Fulham pensavamo di aver assistito al punto più basso, quello oltre il quale non si sarebbe potuto andare. E, invece, domenica sera a Marassi la Juve ha perso nuovamente, precipitando al sesto posto in classifica, due punti dietro la coppia Palermo-Sampdoria. E’ troppo. Perché si può uscire dalla Champions, si possono esonerare gli allenatori, si può salutare l’Europa League, si può perdere in casa col Catania, si possono subire tre gol in casa dal Siena dopo essere andati sul 3-0, etc etc etc. Si può tutto, ma non si deve macchiare indelebilmente la storia di un club.
La Juve - e non sta a noi indicare il modo - non può rimanere fuori dalla Champions 2010/11 perché vorrebbe dire uscire dai giochi che contano per non rientarci più. I giocatori (e gli allenatori) di prima fascia non sarebbe comunque possibile acquistarli, ma senza un piazzamento-Champions bisognerebbe accontenatrsi della terza/quarta scelta. Realtà alla quale a Torino non sono abituati da anni, decenni, secoli. E va bene tutto, ma sarebbe davvero troppo…






